QUALCOSA CHE DIA UN SENSO

Continua il nostro impegno nel creare opportunità che riuniscano pubblico e artisti, per uscire più indenni possibile dal torpore imposto dalla pandemia in molti campi dell’attività sociale. Negli ultimi due anni la società e le persone si sono isolate e chiuse tra le quattro mura domestiche, accelerando lo sviluppo del cinema on demand e di numerose altre offerte delle piattaforme online. Ma questo modo di guardare i film non offre quella magia che si può vivere solo sul grande schermo, nel buio della sala cinematografica e quando si esce dal cinema carichi di emozioni, a volte anche un po’ confusi. Lo stare insieme e discutere dopo aver visto un film a un festival è un momento prezioso che riesce a creare un senso di comunità sia tra vecchi amici che tra perfetti sconosciuti.

Oggi abbiamo la sensazione di essere rimasti bloccati da lungo tempo nello stesso posto. Nei discorsi riaffiora sempre il mantra che è meglio non iniziare nuovi capitoli, non promettere niente, perché ci sono troppe incognite… Proprio per questo è importante avere qualcosa che dia un senso, una motivazione e una spinta a continuare. E questa è la visione. Uno sguardo lungimirante rivolto all’orizzonte, che ha il coraggio di riflettere sul futuro e crede che i progetti in divenire, complessi e pieni di incognite, siano possibili, che non siano solo illusioni o sogni. Per realizzarli dobbiamo saperli presentare e comprendere, e questo vale per tutti i coinvolti nel processo creativo. L’edizione di quest’anno pone l’accento proprio sul significato dell’interpretare un’idea, una visione all’interno di un gruppo di collaboratori e in ambito più vasto.

Il vincitore del premio Darko Bratina 2021, il direttore della fotografia Peter Zeitlinger, durante la masterclass e dopo la visione dei film ci svelerà come lui stesso interpreta le visioni dei colleghi registi senza perdere il proprio approccio personale, ma anzi rafforzandolo. L’autore austriaco nato a Praga ha in sé una dimensione multiculturale: sin da bambino ha vissuto lo scontro di valori tra oriente e occidente e la diversità della vita al di qua e al di là della cortina di ferro. L’opus di Zeitlinger è caratterizzato dalla collaborazione con numerosi autori (Götz Spielmann, Ulrich Seidel, Abel Ferrara, James Franco e altri), tra cui occupa un posto speciale il suo pluriennale dialogo creativo con Werner Herzog, con cui attraverso le immagini in movimento analizza la società moderna e il nostro rapporto con la natura, alla ricerca di nuovi modi di rappresentare luoghi che sembravano irrappresentabili. La retrospettiva dedicata a Zeitlinger, che verrà presentata in sette città del territorio transfrontaliero, comprende anche il saggio documentaristico in 3d Cave of Forgotten Dreams, che offre un’eccezionale esperienza di viaggio nel tempo. La pittura rupestre di oltre 30.000 anni fa ci fa capire che l’arte e il desiderio di creare sono tra i bisogni primari dell’uomo per dare un senso alla vita sulla terra e nell’aldilà. Una visione senza tempo.

Il tema dell’edizione di quest’anno di Primi Voli, piattaforma dedicata alla scoperta di nuovi linguaggi cinematografici, è il bosco in tutta la sua grandezza e ampiezza di significato. Si tratta di un indirizzo particolare, nato dalle ricerche sul tema “bosco” all’interno della rivista Robida, stavolta incentrate sul cinema. Una trentina di cortometraggi di diverso genere, di produzione locale e internazionale, rappresentano un variegato ecosistema ricco di allegorie e innovazione. Come ha scritto Sandra Jovanovska, direttrice del programma Primi Voli, invece di creare un programma monotono di film con boschi, alberi e animali, il cinema e il bosco hanno creato nuovi significati, connotazioni e associazioni, conferendo alla visione un carattere più contemplativo e meditativo.

Anche quest’anno proponiamo il cinema-concerto con musica dal vivo, che ci porterà nella vastità degli inferi con la proiezione del film muto L'inferno, ispirato alla Divina commedia di Dante Alighieri. Il film, girato nel lontano 1911 da Francesco Bertolini, Giuseppe De Liguoro e Adolfo Padovan, è considerato il primo lungometraggio italiano.

 

Il programma di approfondimento sarà incentrato sul dialogo e sull’armonia che l’autore e il produttore cercano di raggiungere nello sviluppo e nella realizzazione di progetti con un’accentuata visione artistica. Verrà analizzata la figura del manager culturale: come e dove iniziare, dove ottenere le conoscenze necessarie, quali valori e approcci usare come guida per la propria carriera professionale. Non c’è dubbio che nel 2025, nell’ambito del progetto per la Capitale europea della cultura, i riflettori saranno puntati proprio sul territorio transfrontaliero goriziano. Le visioni e i progetti che ci siamo posti e verso i quali tendiamo sono complessi. Per realizzarli con successo, oltre ad autori di spessore avremo bisogno di personale altamente qualificato nel settore del management culturale: produttori, organizzatori e coordinatori esperti in collaborazioni internazionali. Con le colleghe di Zavod Motovila e numerosi partner stiamo progettando una serie di incontri formativi nel campo del management culturale, basati sull’ottenimento di conoscenze e competenze pratiche. È di vitale importanza iniziare sin da oggi. Il festival cinematografico transfrontaliero, con la sua attività a 360 gradi nel campo della cultura audiovisiva lungo il confine, rappresenta un campo di prova con una tradizione pluriennale che desidera restare aperto a nuovi approcci e nuove sfide, continuando a promuovere forme innovative di produzione culturale.